Itinerari Salento
Per i
subacquei, scendendo verso sud da
Gallipoli, e seguendo poi la
costa in direzione sud est, ci si
trova in un punto piuttosto
pericoloso per la navigazione: si
tratta della vasta area di
bassifondi nota con il nome di
Secche di
Ugento. Per transitarvi senza
problemi, una meda luminosa
segnala il punto che bisogna
lasciare ad almeno un miglio da
terra, navigando verso sud o verso
nord. Se attrezzati con piccole
barche ed accompagnati da esperti
della zona, è divertente
l'esplorazione dei resti di un
mercantile affondato, chiamato dai
sub locali "Liesen" a causa del
ritrovamento di questo nome
scritto su di una porta. Il motore
è ormai divenuto tana per numerosi
pesci . Impressionante l'elica
appoggiata sulla sabbia, dal
diametro che supera i tre metri.
All'interno della prua si trovano
alcune grandi pinna nobilis.
Subito dopo troviamo
Torre Pali (Lido S. Antonio)
che, oltre ad avere una bellissima
e lunga spiaggia sabbiosa ha un
porticciolo naturale adatto a
barche di piccola stazza, al quale
si accede attraverso un canale
naturale di difficile
individuazione. Più avanti
troviamo le distese sabbiose di
Pescoluse e
Posto Vecchio, poi Torre Vado,
porticciolo dalle nuove strutture
da poco approntate, in grado di
ospitare barche un pochino più
grandi, ma ne è sconsigliato
l'accesso agli yacht a vela per il
basso fondale (circa 2 metri).
Torre Vado,

attrezzato con acqua in banchina e
punti luce e acqua indipendenti in
via di ultimazione, offre
possibilità di attracco al
frangiflutti principale, riservato
però ai pescherecci. Per il
diporto sono disponibili alcuni
piccoli moli, adatti più che altro
a barche di 8/10 metri di
lunghezza. Si tratta di un porto
leggermente disturbato dal
Maestrale e dal Ponente. Di fronte
al porto si trova una serie di
bassifondi a circa tre metri di
profondità.
Seguendo da
Torre Vado, scopriamo la
costa, ininterrottamente rocciosa,
talvolta bassa sul mare, altre
volte interrotta da deliziose
calette protette da falesie alte
una decina di metri e frammentate
in grotte divertenti da esplorare
con maschera e pinne. Vedi Pozzo
Pasulo,
Lido San Gregorio, Felloniche
e per ultima
Santa Maria di Leuca. L'acqua
è sempre limpida, l'ormeggio
facile su fondali bassi e
rocciosi. E' una zona da non
trascurare se si vuole trascorrere
una rilassante giornata di mare.
Da non mancare l'esplorazione con
maschera e pinne della grotta del
Drago, della grotta del Presepe e
delle Tre Porte. Tutto questo
tratto di costa offre un ottimo
ridosso ai venti settentrionali,
soprattutto dal Grecale. Ideale il
tratto di costa compreso tra Torre
Marchiello e Punta Ristola,
ridossato anche dal Maestrale. Si
tratta di una zona in estate molto
frequentata da imbarcazioni che
offrono gite turistiche e visite
alle grotte da mare. Attenzione
dunque al traffico e alla presenza
di bagnanti.

Oltre Punta
Ristola entriamo nella baia in cui
si trova il porto di Santa Maria
di Leuca, recentemente attrezzato
con moli galleggianti per creare
un moderno porto turistico.
Disponibilità di gru da 20
tonnellate e acqua e luce in
banchina. Nel porto di Leuca
occorre fare attenzione alle
mareggiate da sud, talvolta
particolarmente violente. Benzina
in banchina a Leuca nella zona
interna, di fianco alla
Capitaneria di porto. Circa ad un
miglio dalla costa, in direzione
sud, si trova la celebre secca del
Paseddhu o Banco della Scala, una
secca rocciosa molto estesa e
caratterizzata da quote che
variano tra i 20/ 27 metri fino a
oltre 90. Definito dagli esperti
uno dei fondali più belli e più
ricchi. Tra le rigogliose pareti
di gorgonie, tra le spugne che
ovunque ricoprono le rocce del
fondo, hanno trovato una ricchezza
di pesce e di organismi marini
veramente impressionante. Bisogna
essere molto attenti perché si
tratta di un'immersione veramente
impegnativa, con profondità
piuttosto elevate e forte
corrente. E' opportuno dunque
farsi accompagnare dal locale
centro d'immersione.
Uscendo dal porto di S. maria di
Leuca e dirigendoci verso est,
siamo in breve a Punta Meliso,
proprio sotto al bianco faro del
capo. Una bella caletta offre
l'ormeggio per un bagno in acqua
cristallina. Al largo si estende
una meravigliosa cigliata che
genera due pareti parallele tra
loro, ricchissime di Parazoanthus,
celenterati a forma di piccole
margherite dal colore giallo
intenso, e ideali per incontrare
banchi di pesce pelagico. Questo
luogo è divenuto famoso presso i
subacquei locali per l'assidua
presenza di fittissimi branchi di
barracuda del Mediterraneo che si
lasciavano facilmente avvicinare.
Un incontro meraviglioso e certo
rarissimo nel nostro mare.
Allontanandosi dalla costa,
incontriamo un ciglio che ci
accompagna fino a 45/50 metri.
Qui, a 30 metri, incontriamo la
Grotta dei Gamberi. Si tratta di
un'ampia cavità che consente un
facile accesso, popolata, come
dice il nome, da fittissimi
branchi di gamberi rossi che si
muovono a sciami. Un'apertura
nella parte alta lascia filtrare
un raggio di luce che aggiunge una
grande atmosfera all'ambiente.
Tutta la zona è caratterizzata da
alte falesie frammentate in una
infinità di grotte. Tra le quali
vanno segnalate la Grotta del
Gabbiano, che si addentra nella
roccia per oltre 40 metri a 10
metri di profondità circa, e la
grotta del Soffio, più larga e
divisa in due camere che si
spingono fino a 40 metri
dall'ingresso: altre due
immersioni facili e divertenti da
poter effettuare. Cerianthus,
aragostine, magnoselle, spugne
incrostanti rosse, sono creature
che incontreremo all'interno delle
cavità.
Bellissima e altamente
scenografica la grotta "la Vora",
nella quale con una piccola barca
si può spingersi all'interno.
Anche qui, al di fuori della
grotta, si può contare su di un
fondale profondo circa 15 metri ed
ottimo tenitore. Bellissima anche
la Grotta della Cattedrale, avanti
circa mezzo miglio dalla grotta
della Vora e caratterizzata da
stalattiti che penzolano dalla
grande volta rocciosa. Tutta
questa zona è ottima per lo
snorkelling. Da segnalare
l'immersione alla Punta delle Due
Pietre, impegnativa ma
caratterizzata da stupende colonie
di gorgonie rosse. Particolare,
oltre Punta delle Due Pietre,
l'immersione sui resti di una
antica nave, della quale sono
ancora chiaramente visibili i
resti della zavorra di pietre e
otto cannoni in bronzo appoggiati
sul fondo, oltre alle due ancore
in ferro.
Un ponte sospeso su cui passa la
strada litoranea ci indica la
posizione del bellissimo fiordo
del

Ciolo, una
strettissima insenatura aperta
nelle rocce calcaree che termina
in una spiaggetta sulla quale si
trova lo scalo di alcuni gozzi di
pescatori. Entrando scopriamo a
destra l'apertura di una grotta
scavata dalle acque sorgive che
ancora oggi fluiscono abbondanti
verso il mare aperto. L'immersione
all'interno della grotta è
piuttosto impegnativa e si
consiglia di farsi accompagnare,
dato che, pur non esistendo
all'interno diramazioni secondarie
nelle quali perdersi o pericoli di
intorbidire l'acqua con la
sospensione sollevata dal fondo
poiché questa sarà in breve
portata via dal flusso della
sorgente, si progredisce
all'interno per diverse decine di
metri.
Arriviamo poco oltre il Ciolo al
minuscolo e caratteristico
porticciolo di Novaglie: un
piccolo scalo di pescatori,
ricavato scavando le rocce
calcaree e accessibile attraverso
uno stretto canale, anch'esso
artificiale. Proseguendo la costa
è sempre rocciosa con piccole
calette ben nascoste, incontriamo,
Marina Serra e Tricase Porto, la
marina di Andranno, La bella
grotta della Zinzulusa, Castro e
Santa Cesarea Terme.
Per immergersi sui fondali di S.
Maria di Leuca e Torre Vado, o
frequentare un corso d'immersione
è consigliabile rivolgersi agli
esperti di Diving che troverete in
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